A spasso con il tedesco - le impressioni di Joakhim sui nostri tours sotterranei
Ieri, domenica 11 ottobre, La Macchina del Tempo ha vissuto due nuove avventure in una. Oltre alla gradita e sempre piecevole visita del nostro socio romano Goirgio Pintus accompagnato da Laura, alle 8 abbiamo accompagnato un rappresentante di un tour operator tedesco che si occupa di Extreme tourism. Inutile dire che gli abbiamo fatto indossare l'imbrago e l'abbiamo sepolto sotto 35 metri di città! Devo dire che, superate le prime obbiettive difficoltà, Joachim Chwaszcza, si è comportato splendidamente ed ha potuto godere ci circa la metà del tour proposto. Non mi sarei mai aspettato che già oggi il nostro amico pubblicasse la sua esperienza e invece....
Di seguito la traduzione gentilmente offertaci da Antonia Weber che ringraziamo per la disponibilità.
Domenica, 11.10. Ore:1140:
Un’escursione speleologica nel sottosuolo di Napoli – non è il solito giro turistico su sentieri preparati, ma si entra nel mezzo del mondo sotterraneo delle catacombe greco-romane, vecchie cave e rifugi della 2° guerra mondiale. Luca annoda le corde e mi fa mettere una tuta monouso. Mettiamo le imbracature e scendiamo, insieme a Giorgio e Laura di Roma, giù per le scale. Ci caliamo giù una prima volta, poi una seconda, e siamo a 35 metri sotto il livello della strada. Un buco minuscolo apre il passaggio dentro ad un vecchio acquedotto greco-romano. Procediamo a gattoni. L’aria è secca, c’è poca polvere e non è per niente claustrofobica. Segue una vera e propria arrampicata, e arriviamo nei quasi infiniti corridoi, e nelle sale che i napoletani hanno usato come bunker durante la seconda guerra mondiale. Passiamo per vecchie cisterne, e sopra di noi vediamo i pozzi chiusi del centro storico. La macchina fotografica ha già raggiunto i suoi limiti, e anche per me è stata una sfida entrare in quel minuscolo buco. Ma ce l’ho fatta. E’ stata un'esperienza più che straordinaria conoscere Napoli da questo punto di vista. Che domenica mattina......
A breve tutte le foto di Fabio Nigro e Giorgio Pintus.








