mar
19
apr
2011
Croci e Templari.
Una delle foto scattate nel 2010
In questi ultimi giorni un grande interesse si è manifestato sul tema delle croci scolpite nel tufo negli antichi acquedotti sotterranei partenopei soprattutto grazie all’articolo pubblicato da Il Mattino che da tempo ormai sposa il tema della valorizzazione del nostro sottosuolo dando spazio alle nostre esplorazioni. Dal 2009, unico e ultimo anno in cui, con altro nome, documentavamo i primi segni ritrovati, abbiamo continuato a cercare e documentare quei segni ricercando con vari metodi un significato che li potesse accomunare (sono passati quasi tre anni da allora!); la particolarità dei segni infatti era dovuta ad un crescendo di croci semplici e poi potenziate (o ricrociate) in dimensioni e fattura per poi terminare con una raffigurazione della SS. Trinità. Grazie ad un amico romano inoltre siamo riusciti a trovare tracce di un personaggio in particolare (su cui stiamo ancora conducendo una ricerca) che si diceva templare (qualcuno addirittura lo riconosce come Merovingio) e seppellito nella Basilica di S. Maria Maggiore detta La Pietrasanta, ma è tutto da dimostrare. Dulcis in fundo, la sistemazione e la accurata manutenzione che dedichiamo al materiale lapidario presente nei sotterranei della stessa basilica, ci ha svelato una serie di marmi utilizzati due volte (fronte e retro); è così che, dietro un chiusino in marmo recante la scritta “Cemeterium” abbiamo scoperto la parte bassa di quello che doveva essere un coperchio di sepoltura doppio, interamente in marmo, raffigurante uno scudo, dietro il quale scende una spada, sorretto da un personaggio misterioso (in quanto non se ne conosce l’identità) che lo sostiene all’altezza del bacino e vestito di mantello (si riconoscono i drappeggi ai lati delle calzature. Un’altra lapide “Double face” invece riporta dal lato più antico la figura di una donna dell’anno 1000 circa e dall’altra parte l’epigrafe funeraria di un personaggio riconosciuto, ad una prima e superficiale ricerca, come alchimista tedesco… continuano le ricerche con la preziosa collaborazione di esimi latinisti e professori universitari a cui va tutta la nostra riconoscenza.
Presi dall’entusiasmo di una serie di indizi (dai quali non saremmo assolutamente venuti fuori da soli) abbiamo deciso di divulgare la notizia fornendo le foto (che come è chiaro ai meno superficiali, e aimè, non a tutti, non recano alcun logo e firma anche se sarebbe stato per noi semplice porre il nostro logo su tutto il materiale di cui siamo in possesso) e siamo stati ad aspettare le reazioni. Bene, le reazioni sono state tante, telefonate, contatti, visite in basilica, tutte comunque che confermavano, e lo fanno ancora, le nostre “invettive” su un’indicazione, un percorso che portava al di sotto di qualcosa di importante. Ad oggi non siamo ancora in grado di dire sotto cosa ma continuiamo a lavorarci con tante risorse in più, storicamente parlando, di persone che per amore della storia e non della leggenda, hanno messo a disposizione le loro fonti e la loro documentazione storica.
Credo proprio che se ne vedranno delle belle, vi terremo informati e, se a qualcuno non va a genio quel che diciamo, basta che non visiti più il nostro sito per intavolare discussioni “familiari” sin troppo facili da smontare e, quindi, che non suscitano in noi alcun impulso di risposta.
Commenti: 1
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Sono molto orgoglioso di far parte della Macchina del Tempo. Persone che hanno scelto di dedicare il proprio tempo, l'amore, la passione, la frustrazione, le risorse economiche, in un progetto di ricerca e di scoperta del patrimonio sotterraneo di Napoli. E non solo, l'aver incontrato speleologi di tutta Italia con un grandissimo spessore umano, con cui aldilà delle capacità e della grandissima professionalità, stare meravigliosamente bene insieme. Il Vespertilio, La Scintilena, La Salle, solo alcune delle realtà che ho personalmente conosciuto e di cui sono follemente innamorato. Con Luca ho condiviso tutto quello che era nelle mie possibilità e competenze. Ho imparato e sto imparando tanto, con umiltà, passione, stanchezza, gioie e dolori per poter contribuire a tutti i progetti che desideriamo realizzare non solo nella meravigliosa Napoli. Perché a differenza di altri che se ne stanno comodamente seduti dietro una scrivania, noi per vivere scivoliamo spesso nel sottosuolo, ma non nel patrimonio artificiale e naturale del pianeta, ma nelle fogne, nella Merda e Luca in qualunque altro luogo sia necessario ( voragini, crolli, alluvioni etc etc ). Ed è per questo che ho desiderato e lottato per averlo come presidente della nostra associazione, perché non è solo in un campo che lui si dedica anima e corpo, è per questo che non è geloso della sua esperienza. E' come una spugna, un bambino sempre curioso e pronto a mettersi in gioco per scoprire e imparare nuove cose. Una persona come lui che ne ha viste di tutti i colori e credetemi io che lo conosco da 7 anni, merita grandissimo rispetto. In lui non esiste egoismo e protagonismo, al massimo solo un po di testardaggine e desiderio di raggiungere grandi traguardi, sempre e comunque coinvolgendo tutti e dividendo i meriti tra tutti. Chiamateli difetti!! Ogni tanto è bene ricordarle queste cose. Sono di parte? E meno male, perché almeno so di aver scelto quella giusta!









